Libia - Guida Turistica

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.: LIBIA
Libia  La Grande Jamãhiriyya Araba di Libia Popolare e Socialista o semplicemente Libia è uno Stato del Nordafrica confinante con il Mar Mediterraneo e compreso tra l'Egitto ad est, il Sudan a sudest, il Ciad e il Niger a sud e l'Algeria e la Tunisia ad ovest. La sua capitale è Tripoli.

 La costa della Tripolitania, dal confine tunisino al capo Misurata, è in prevalenza piatta, così come quella, brulla e sabbiosa, della Sirtica fino a Bendasi. Tra Benghasi e Ras e Tin, con l’avvicinarsi al mare dell’altopiano, prevalgono rive a picco con profonde insenature. A est la costa procede bassa, uniforme, orlata da dune, fino al golfo di Tobruk, l’insenatura più ampia e profonda di tutta la costa libica. Oltre Tobruk torna ad essere alta e rocciosa, spesso a picco sul mare.

 La maggior parte della popolazione (80%) dei 5.605.000 abitanti trae origine dalla fusione degli invasori arabi del VII secolo d.C. con i preesistenti berberi, ma vi sono anche tribù di berberi non amalgamatesi, gruppi di arabi che hanno mantenuto i caratteri originari e popolazioni sahariane come i Tuareg, stanziati nelle oasi interne della Tripolitania e del Fezzan, e i Tebu delle oasi del sud. Numerosi gli stranieri, attirati fin dagli anni ’70 da una legislazione
 La lingua ufficiale è l'arabo. La lingua berbera è parlata, ma senza alcun riconoscimento ufficiale, da circa 160.000 persone, soprattutto nel Gebel Nefusa a Zuara sulla costa e in vari centri dell'interno come Ghat, Ghadames, Sokna e Augila.

 Il rilievo, salvo alcuni membri più meridionali si mantiene quasi sempre al di sotto dei 1.000 metri; ma mentre in Tripolitania esiste una pianura costiera abbastanza estesa e poi un rilievo che continua fino al Fezzan, in Cirenaica il rilievo si trova in vicinanza del mare. Nel retroterra, fino al Tibesti, non si superano i 250 metri; prevalgono aspetti desertici e le oasi costituiscono le uniche zone dove sia possibile la vita.
 La Libia, regione arida o semi-arida, è quasi priva di corsi d’acqua permanenti; i numerosi uidian recano acqua per brevissimo tempo nel periodo delle piogge: sono perenni in Tripolitania il Ki’am e il Ramla, in Cirenaica il Derna, la cui conoide terminale costituisce l’oasi di Derna.

 Oltre a nazionalizzare le principali risorse (il petrolio e il gas naturale in primo luogo) e le attività produttive il nuovo regime investì anche nello sviluppo dell’industria leggera e delle infrastrutture e nella modernizzazione dell’agricoltura, favorendo nel contempo l’immigrazione per sopperire alla scarsità di manodopera. La diminuzione dei prezzi del petrolio negli anni ottanta ha poi ridimensionato le possibilità di sviluppo del paese, al punto che il PIL ha fatto segnare in quel decennio un calo medio annuo del 5,4%; negli anni ’90 il quadro economico ha risentito delle sanzioni economiche imposte alla Libia dall’ONU nel 1991. La moneta è il dinaro libico.
 La base dello sviluppo economico della Libia è rappresentato dal petrolio: le quantità da estrarre ogni anno e i relativi prezzi di vendita sono sotto il controllo del governo e in adesione alla strategia dell’OPEC. Il petrolio, di cui la Libia è il secondo produttore del continente africano dopo la Nigeria, contribuisce per oltre il 25% alla formazione del reddito nazionale e rappresenta la quasi totalità delle esportazioni.

 I principali giacimenti petroliferi (Mabruch, Hofra, Zelten, Beda, Raguba, Ora, Samah, Gialo, Waha, Magid, Amal, Serir, Augila) sono collegati da oleodotti; le principali raffinerie sono a Marsa Brega, Tobruch, ras Lanuf, Ez Zauia. Esistono, inoltre, cospicui giacimenti di gas naturale.
 L’industria manifatturiera è di dimensioni assai modeste, con impianti tessili, alimentari, del tabacco, della concia del pellame; attività artigianali tradizionali sono la lavorazione dei tappeti, a Misurata, e i ricami in seta e argento.
 L’agricoltura ha importanza scarsa, sia per la limitatissima superficie coltivabile sia per la scarsità di acqua, anche se il governo ha investito molto sulla bonifica dei terreni agricoli e sul reperimento di risorse idriche con opere di sbarramento e l’utilizzo di ingenti quantità di acque fossili, convogliate verso la costa da un sistema di tubazioni. I principali prodotti agricoli sono i cereali, grano e orzo, coltivati nella fascia costiera e sulle pendici settentrionali delle alture che dominano la costa. In quest' ultima crescono anche vite e olivo, agrumi e alberi da frutta.